note di retrocomputing pratico

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Libri sul retrocomputing

Qualche suggerimento per chi ha voglia di non imparare solo dalla pratica.

Titolo: Olivetti, prima e dopo Adriano. Industria di cultura estetica
Autore: Bricco Paolo
Editore: L'Ancora del Mediterraneo
Data di Pubblicazione: 2005
ISBN: 8883251652
Pagine: 194

L'autore, giornalista economico di Ivrea, percorre la storia dell'Olivetti partendo dall'ingresso in azienda di Adriano e descrivendo la particolare e personale impronta che da grande innovatore ha saputo apportare; sono quindi descritti il declino e la trasformazione che seguono la sua prematura scomparsa, fino all'arrivo di De Benedetti.
Il testo si concentra su quella che è definita una "anomalia", ovvero la personale visione di Adriano dell'azienda, caratterizzata all'interno da un’innovativa organizzazione aziendale, da una lungimirante visione del futuro, dalla cura dell'immagine e della comunicazione, e da un rapporto privilegiato con i suoi dipendenti, e all'esterno dalla coscienza di un ruolo sociale dell'azienda che si materializza con gli impegni nei campi del design, dell'architettura, e della cultura.
Non manca un'ampia analisi delle attività editoriali e politiche di Adriano e di come queste abbiano influito sulla storia dell'Olivetti.
Le vicende che seguono la prematura scomparsa di Adriano sono analizzate, soprattutto negli aspetti economici, anche attraverso interessanti testimonianze dei protagonisti della tormentata storia aziendale. L'inopportuno abbandono dell'elettronica prima e il successivo nuovo impegno nel settore (dopo il successo della programma 101), sono raccontati in parallelo alle mutanti politiche aziendali che non raccolgono l'eredità e l'insegnamento di Adriano e portano alla distruzione dell'Olivetti da lui disegnata.
Gli interessati alla storia dell'informatica troveranno poche informazioni sullo sviluppo tecnico dell'Olivetti, ma grande interesse nello scoprire le vicende che hanno condizionato le scelte aziendali nell'informatica.
Anche se il libro è decisamente impegnativo e un po’ pesante, soprattutto quando l'autore si dilunga nei dettagli economici e nella descrizione delle attività editoriali, merita un’attenta lettura perché offre una visione d'insieme dell'azienda e consente di comprenderne le scelte strategiche e commerciali.

Titolo: BIT GENERATION La fine della Olivetti e il declino dell'informatica italiana
Autore: Bolognani Mario
Editore: Editori Riuniti
ISBN: 8835955610
Edizione: 2004
Pagine: 207

Anche se l'autore non la definisce tale, il libro è l'autobiografia di un protagonista dell'information tecnology italiana, dove l'autore ripercorre la storia dell'informatica nazionale, con un linguaggio crudo e critico, attraverso le continue delusioni della sua turbolenta esperienza professionale.
La prima parte del libro è, a mio avviso, quella più interessante. Il racconto parte dalle prime esperienze nel 66 nell'appena nata Olivetti General Electric dove l'autore si occupa di supporto commerciale, dello sviluppo del software di sistema del calcolatore GE115 fino ad arrivare alla partecipazione, nella sede americana, al progetto di sviluppo di una nuova linea di calcolatori, poi abortito per il ritiro di GE dall'informatica.
La seconda parte narra le esperienze alla Italsiel, azienda statale per la produzione di sw per la pubblica amministrazione, all'Olivetti, e in un centro di ricerca italiano, dove partecipa allo sviluppo della rete di comunicazione europea arpanet. Si apre quindi un periodo dove inizia la sua attività politica che lo porta ad occuparlo pienamente come funzionario del Pci.
La terza parte tratta il suo rientro nel 76 nel mondo dell'informatica attraverso una società di sw e servizi di Torino. E' in questa fase che l'autore compie dei viaggi studio negli USA dove ha occasione di incontrare numerose figure storiche dell'informatica. Di particolare interesse il racconto di questi viaggi attraverso le note nel suo diario, memorabile il ricordo dell'interfaccia grafica vista alla Xerox di Palo Alto nel 1980.
L'ultima parte del libro, alquanto pesante per la verità, narra le variegate esperienze imprenditoriali, editoriali e di consulenza, nell'ambiente delle grandi industrie del sw, rincorrendo sempre il sogno di una politica industriale del settore che porti alla formazione di una forte impresa nazionale che sappia imporsi a livello europeo nel difficile mercato dell'IT. Obbiettivo che tenta di realizzare nelle sue attività a fianco del mondo politico e sindacale della sinistra italiana, ma senza successo. 
Le numerose analisi dell'autore sul mondo dell'informatica degli ultimi lustri, piene di critica e pessimismo, portano a terminare il libro con l'amaro in bocca, lontano dagli entusiasmi della giovanile attività in un settore pieno di speranze per il futuro.

Titolo: Programma 101
Autore: Pier Giorgio Perotto
Editore: Sperling & Kupfer
ISBN: 8820021110 
Edizione: 1995
Pagine:  110

Un libro molto interessante, che vi entusiasmerà e vi rapirà finché non lo porterete a termine, per poi costringervi a ricominciare da capo.
E' l'appassionato racconto dell'esperienza olivettiana dell'autore, uno dei primi ricercatori del famoso Laboratorio Ricerche Elettroniche dell'Olivetti, e dello sviluppo della programma 101, innovativa macchina da calcolo inventata (ed è proprio il caso di dirlo) da Perotto nei primi anni 60 e presentata alla fiera di New York nel 1965.
Il libro parte dal 1957, anno di assunzione di Perotto al L.R.E. di Barbaricina (nei dintorni di Pisa), passando per la realizzazione dell'Elea 9003, primo computer commerciale italiano, fino a raccontare la triste vendita della Divisione Elettronica alla General Elettric.
La parte principale del libro è ovviamente dedicata all'ideazione, progettazione e industrializzazione della "perottina" (così veniva chiamata la macchina all'interno dell'Olivetti), calcolatrice programmabile che da molti viene considerata il primo desktop computer. 
Non mancano interessanti analisi sulle innovative idee che stanno alla base del suo progetto, sulle difficoltà tecniche affrontate e sui problemi legati alla sua commercializzazione.
L'ultima parte del libro è dedicata alla triste storia del declino Olivetti e a tutte quelle scelte sbagliate che hanno portato all'uscita dell'Olivetti dall'informatica e all'assenza dell'industria Italiana nel settore.
Trovo nel testo una grave mancanza: l'autore non discute minimamente sulla "classificazione" della sua creatura come "calcolatrice programmabile" o "desktop computer", elenca le caratteristiche che farebbero rientrare il prodotto in quest'ultima categoria, ma non ne fa un'analisi critica; un approfondimento su questo tema non avrebbe fatto male.
Devo inoltre rilevare una eccessiva autocelebrazione, ma penso che glielo possiamo concedere, considerando tutto!
Concludendo, un testo assolutamente da leggere, tutto d'un fiato, anche considerando che potete facilmente reperirlo sul sito dedicato a Perotto: http://www.piergiorgioperotto.it

Se avete altri libri da segnalare...non aspetto altro!

 

     Copyright © 2003 by me, ultimo aggiornamento 02-10-2008